La lampadina

Lo incontrai nel 2008, aveva 19 anni, io 28, mi disse vieni via con me, io risposi no sei un marmocchio non ho tempo per te. Lui non si diede per vinto, io presi il largo.

Ma un giorno di bonaccia lo ritrovai a prua, scintillante e salato come un santo glitterato.

Era il 2012, lui aveva 23 anni, io 32, mi disse che era destino, io rimasi a guardarlo, lui disse che i numeri non mentono, io annuii, lui disse che era diventato grande, io dissi certo ma mentii.

Lo lasciai sulla barca, gli diedi il timone, divenni io la santa, scintillante e salata ai bordi dell’acqua.

Navigammo per poco, guardammo le stelle, le bestie marine, le onde assassine, rattoppammo le vele, le code dei frac, le spighe di luna, le mani vicine.

Lui diceva pensa al blu quando sei in pericolo, io pensavo sempre al blu, lui diceva ti butto a mare, io ridevo, lui mi poggiava per terra, io ridevo, lui non aveva paura, io si.

Adesso lui non c’è più, io invece son qui

Adesso lui non pensa al blu, invece io si

Adesso lui non ha età, invece io si

Adesso lui non parla più, invece io si

Adesso lui chissà dove sta, invece io sono qui, lo sanno tutti, si vede, son qui,

Adesso lui forse è nel buio, invece io qui, che sembro un faro, una lampadina accesa in una giornata di sole, uno spreco, una scommessa, una tragedia, una rabbia che guarda, te lo dico, anche se non ci sei più, io ti vengo a cercare e la faccio pagare a te questa bolletta che mi sto costando

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