L’elenco

Ho trovato un foglietto con un elenco, l’ho scritto il mese scorso quando ero al paese, l’elenco inizia così:

le vespe come ciocche di seta tra le dita.

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E mi sono ricordata di quando ho aperto un contatore del gas, uno di quelli dietro la chiesa, perché io ogni due mesi faccio il giro del paese a leggere i contatori del gas, e allora stavo là davanti al contatore, che c’era un caldo, e con destrezza spadacina ho girato la chiave e la mano è scomparsa in mezzo a uno sciame di vespe spaventate. Sono rimasta ferma, con lo sportello del contatore a mezz’aria, e ho sentito tra le dita ciocche di capelli di giovanette del secolo scorso. Non mi hanno punto, non è stata nemmeno la prima volta, in tutti questi anni sarà stata la terza o la quarta volta, insomma posso affermare con vanto che a me le vespe non pungono.

L’elenco prosegue con: il fiore del frumento è azzurro.

13838066_886875178109854_1654640432_oQuesto frumento dell’elenco mio padre lo chiamava lattughina per i maiali, frumento, si ma o è l’uno o è l’altro o per caso è il geranio rustico? dicevo io, che ne so diceva lui, lo coltivano per darlo ai maiali. Allora ho fatto una ricerca e non era né geranio rustico ma manco frumento. Il colore che si dà ai maiali è un azzurro tendente al viola.

 

 

 

Il terzo punto dice: il cobumbu.

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Il cobumbu è una pianta che cresce ai lati delle strade, la classica pianta che si estirpa con rabbia dai giardini. Lei è austera, non bella, ridanciana, non bella, ha il fusto lungo, alto, verde pallido, con fiori gialli che sembrano occhi sgranati, assassini, assatanati. Mio padre la chiama cobumbu, dice che la usavano come sa lua, la buttavano nel rio che passava al suo paese per pescare. Ma cosa pescavate in quei miseri corsi d’acqua? Pisci ‘e merda ha risposto. Ma su cobumbu era una pianta preziosa, mio padre mi ha raccontato che la lasciavano seccare intrecciata, e che diventava più dura del ferro e che legata ai quattro bastoni del carro è in grado di essere comparata alle attuali sponde dei rimorchi. Per riuscire ad avere questa spiegazione ho impiegato un mese esatto a oggi.

Seguono i punti: gelso nero, albicocche all’ingresso del paese, gelati due al giorno a volte tre: novità dell’algida a colazione, classico fiordifragola a merenda, cornetto senza lattosio della valsoia dopo cena.

L’elenco terminava con  il malvone e l’alcea non sono la stessa cosa

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