Via della Paglia

Tappi di sughero tra i sampietrini

come calce sui muri

come punti di sutura

come vicoli dorati

nella teiera di Maria Ausiliatrice

Tra i sampietrini tappi di sughero

come bulbi oculari

come rami secchi

come i messaggi nelle bottiglie

nell’acqua nera dei mercati

Tappi di sughero

barche naufragate

tra i sampietrini di via della Paglia

il mare.

C’è un uomo in mare

Noi dobbiamo riprendere ad amarci

nelle pozze d’acqua dorata della sera

sotto le sottane delle suore.

Noi non possiamo dividerci

è più doloroso che stare vicini.

Noi lontani non possiamo stare

noi ci dobbiamo amare.

Noi sulle creste dei galli ad ammainare

bandiere e pianti.

Noi insieme sulle guglie delle chiese a gridare

ave maria e a mare, a mare, c’è un uomo in mare.

Noi uniti dobbiamo stare, vicini, in silenzio, che non c’è più niente da dire.

Noi quando ci rivedremo staremo muti

ci toccheremo.

Cosa dovremmo dirci ancora? Niente.

Tu sai meglio di me come si sta a squarciare il pallone dei bambini

a bruciare tutte le coccarde

a fare andare i cavalli della santa senza briglie.

Noi e noi

ancora

fermi sulla riva

con la bocca aperta, vicini

a riprendere le lacrime che abbiamo versato.

Noi senza sale

ti prometto amore che riprenderemo il mare.

Constatazioni2/3/4 + sorpresa

Constatazione2

Un uccellino tra i baffi della gatta

all’alba

sul letto

A mezzogiorno

non c’è più

ma ahimè

non c’è più nemmeno il letto

 

Constatazione3

Un uomo prepara la terra

intorno l’erba verde

un cane

anatomia di alberi

a sinistra la casa degli attrezzi

alle sue spalle la A24

 

Constatazione4

Un uomo vestito di nero

fuma

dentro il tunnel trasparente

sotto la tettoia blu

di chi sa quale

merdosissimo ufficio

 

Constatazione5

Ho visto più cazzo

che contributi Inps

Scusate

 

Non sei tu

Non eri tu a tenermi la mano sul patio di legno

Non eri tu quello vestito di azzurro pastello

che dava le spalle all’obiettivo e rideva

Non eri tu a soffiarmi sui capelli

a guardare l’orizzonte sbiadito

Non sarai tu

Non sarai tu a tremare di terrore

non sarò io su cui piangerai

non sarai tu a portarmi nella tana del coniglio

io a tenerti la mano

Non sarò io

Tu sei quello che si è preso la scarpina a poppa

sei quello che non la rese

sei quello che non ha importanza

la puoi tenere, ora vado scalza

non posso girarmi

non posso guardarti

Ora corro veloce

mi manca il fiato

la fronte è bagnata

i seni umidi

la bocca insanguinata dalla preda

Ora i bracconieri potrebbero lanciare i lazi

ma tu che sei rimasto indietro

distoglili

cancella le tracce

profuma la strada

Ora amore mio finalmente proteggimi

Pasticcino

Lui ha i capelli nero corvino, folti, soffici

che quando ci affondo le mani, queste scompaiono

come le mani della contadina col seme di grano

della giardiniera col bulbo del narciso.

Lo faccio per ore, mentre lui sfinito dice che gli brucia lo stomaco.

Me lo concede, non so perché

Lui ha gli occhi cattivi dei lupi, gli occhi scuri, li sgrana miliardi di volte al giorno

ma non quando è con me

Dice che quando è con me riesce a dormire, si stringe da una parte e io seguo le linee del corpo, studio gli incroci delle ossa coi muscoli, il profumo della nuca, i fianchi stretti.

Lui ha le labbra morbide, morbide, morbide così morbide che son così morbide che così morbide non ne fanno più, e quando sorride si vede tutta la sua pazzia

ma questo non gliel’ho detto mai

Ha tante case, tutte col riscaldamento a 30° che quasi non si respira e mentre dorme lo immagino sopra un vassoio dorato esposto in un frigo gelato come una torta al biscotto, un cannolo al cioccolato, come un piccolo bignè sconsolato.

E la notte sogno di mangiarmelo tutto intero, la notte gli accarezzo i capelli e sogno di poggiarlo sulla lingua, di addentarlo piano, sogno l’esplosione della crema sul palato.

Quando non ci sei io penso che tu non esista, se mi scrivi esisti a metà, se ti incontro esisti tutto, se non ci sei allora non ci sei mai stato

Lui dice che queste sono cose da matta, dice che sono matta, che devo smettere di pensarle, che ci sono dei motivi se va via, i motivi sono seri, dice che sono seri.

Così ho imparato che quando dice seri devo fare lo sguardo adulto, gonfio la mascella, abbasso le sopracciglia, allargo le narici e respiro forte.

Allora cambia discorso, scherza, ti ricordi quella volta che…

No non ricordo quasi niente, ricordo solo che tu sei sempre stato una canaglia come ora.

Ti ricordi quando ci siamo incontrati in quel bar?

Si, questo me lo ricordo, ma che ci facevo io là? Ti ricordi, sei sbucato dietro le spalle dello sconosciuto e ci siamo ritrovati così vicini che quasi ci baciavamo. Che bella quella mattina, era inverno come ora. Ricordi che voglia che ci prese? Ma chi poteva immaginare, ci siamo desiderati in silenzio per 13 anni. Che assurdità!

Lui di me sa poco, io di lui so quello che mi racconta, una scarna verità agitata.

Non raccontarmi tutto, mi piace far finta che vada tutto bene, mi piace immaginare che esisterai sempre, che te ne andrai e ritornerai.

Se mi sposo mi regali l’abito?

No, perché mai dovresti sposarti tu?

Perché sono una donna all’antica

Smettila matta, tu non ti sposi. Vuoi fare una vacanza con me?

Dove?

Dove vuoi tu

E ti posso accarezzare i capelli?

Si

Ti posso accarezzare i capelli se mi sposo?

No

Allora non mi sposo

Allora matta, vuoi venire in vacanza con me?

Si

Vattene e torna

E torni sempre tu, sei tornato sempre in questi anni

E torni sempre a spettinarmi, che sembro un cespuglio di rovo, un tulle messo all’angolo

E torni ad ammirarmi, annientarmi, torni ad accendermi

E torni con le tue mani grandi e ruvide, e il corpo magro, nervoso, un filo di ferro a strangolare le cosce sazie.

E torni sempre, sei tornato sempre in questi inverni dove le briciole se le portavano via i corvi

E torni sempre a spargerle sulla strada di casa 

E torni sempre tu, a offrirmi la tua pelle come mantello

E torni con quella voce guerriera, torni con i cavalli

E torni sempre tu, a rendermi l’armatura, torni ad affilare le spade

E torni ad amarmi, sei tornato sempre

E ora che sei tornato

Vattene e torna

E ora che sei tornato, vattene via

mio amore

mio fuoco

mio dio

Vattene e torna